Ventilazione + Tiraggio = sicurezza. Non chiudete il foro di ventilazione!

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Ventilazione + Tiraggio = sicurezza. Non chiudete il foro di ventilazione!

Ventilazione + Tiraggio = sicurezza. Non chiudete il foro di ventilazione!

Spesso il foro di ventilazione ciene considerato un elemento fastidioso, dal quale entra aria fredda. Scoprite perchè è di importanza vitale.
Ventilazione/aerazione
La apertura di ventilazione (il famoso "foro" in facciata) è un componente essenziale dell'impianto.
Infatti in tutti i casi in cui negli ambienti interni si utilizzino apparecchi di combustione che sviluppano una fiamma (es. stufa a kerosene, caminetto a legna, caldaia a gas- gasolio- nafta- carbone, scaldabagno a gas, fornello a gas), è necessario un flusso permanente di ossigeno (ovvero di aria fresca) per un loro corretto funzionamento.

L'ossigeno entra dal "foro" in facciata, e viene utilizzato dall'apparecchio (gli apparecchi di "tipo stagno", o di "tipo C" fanno eccezione in quanto prelevano l'aria direttamente dall'esterno attraverso un apposito condotto e non sono in comunicazione con l'ambiente di installazione).

La quantità teorica minima di ossigeno (comburente) necessaria perché un metro cubo di combustibile bruci correttamente dipende dal tipo di combustibile.
Per i gas combustibili comunemente utilizzati il rapporto è il seguente:
mc gas da bruciare: mc ossigeno necessari
Gas naturale (metano) 1 : 11
G.P.L. 1 : 30
Se però il "foro" in facciata viene chiuso parzialmente o totalmente, o se non è di dimensioni sufficienti già all'origine, oppure se viene a mancare il necessario "risucchio" dell'aria dall'esterno per effetto del tiraggio del camino dell'apparecchio, la fiamma comincerà a bruciare l'ossigeno dell'ambiente interno. In carenza di ossigeno, la fiamma genera Monossido di Carbonio anzichè Anidride Carbonica.

A causa delle difficoltà all'espulsione dei fumi, causata dalla chiusura del "foro", i fumi e il Monossido di Carbonio possono diffondersi nell'ambiente.

Il Monossido di Carbonio (CO) non può essere percepito dall'uomo (è inodore, insapore e incolore), ma ha effetti tossici con sintomi simili a quelli dell'indigestione o di un avvelenamento da cibo: sonnolenza, nausea, con l'aggiunta dei giramenti di testa (comincia a mancare l'ossigeno).
Oltre al corretto dimensionamento del "foro" di ventilazione, per gli apparecchi senza condotto di scarico (es. cucine a gas) è necessario almeno un secondo foro, nella parte alta del locale, per far sì che i fumi di scarico possano uscire (foro di aerazione). Il calcolo delle sezioni libere (nette) di questi fori e del loro posizionamento deve essere eseguito e verificato da un professionista abilitato, in base alle tabelle di cui alla Norma UNI 7129, tenendo conto della sommatoria delle potenze di tutti gli apparecchi installati (in genere servono almeno 6 cm2 di apertura per ogni kW complessivamente installato).
Verifica del tiraggio
Oltre alla corretta ventilazione/aerazione, un secondo elemento influisce pesantemente sulla sicurezza del sistema: il corretto tiraggio del camino o della canna fumaria.
Innanzitutto, per apparecchi a tiraggio naturale (senza ventilatore) è sempre preferibile evacuare i fumi in un camino/canna fumaria di sicura funzionalità, piuttosto che realizzare uno "scarico in facciata": questa soluzione è più adatta agli apparecchi a camera stagna, con tiraggio forzato mediante ventilatore.

Negli apparecchi a tiraggio naturale di moderna concezione, se vi è riflusso dei fumi, interviene il sensore fumi di sicurezza che ne interrompe il funzionamento. Il montaggio del sensore fumi su apparecchi a camera aperta di vecchia concezione è una operazione altamente consigliata.

In ogni caso, è sempre necessario ridurre al minimo la lunghezza dei condotti fumari fino all'attacco del camino/canna fumaria, impiegando il minor numero possibile di curve e garantendo un tratto verticale con lunghezza pari ad almeno due volte il diametro del condotto in uscita dall'apparecchio. Le curve riducono infatti la velocità dei fumi e -di conseguenza- il tiraggio .
Le indicazioni sulla lunghezza e curve del condotto non valgono per gli apparecchi dotati di ventilatore, che smaltiscono comunque correttamente i fumi.

Per quanto riguarda i camini / le canne fumarie collettive condominiali, il corretto tiraggio dipende dall'integrità del camino che non deve essere ostruito o perforato(é buona norma effettuare controlli periodici) e soprattutto deve essere correttamente dimensionato per ricevere gli scarichi dei fumi dell'apparecchio o degli apparecchi collegati.

La sostituzione di vecchi apparecchi richiede la verifica della correttezza del dimensionamento della canna fumaria.
Nel caso delle canne collettive ramificate condominiali, il fenomeno del non adeguato dimensionamento può essere aggravato da installazioni non corrette effettuate su altri piani, con inserimenti sulle canne collettive ramificate di apparecchi dotati di ventilatore (assolutamente vietato, in quanto tali apparecchi, siano essi caldaie/scaldabagni o cappe di aspirazione, fatto da "tappo" con la propria pressione di scarico, impedendo gli scarichi per tiraggio naturale di tutti gli altri apparecchi).
Gli apparecchi dotati di ventilatore necessitano di scaricare per conto proprio o in apposite canne fumarie dedicate, diverse da quelle per apparecchi a camera aperta, salvo i casi di deroga in cui viene ammesso lo "scarico in parete"
In ogni caso, per sicurezza, è importante che in occasione della verifica periodica obbligatoria della corretta combustione dell'impianto termico ("prova fumi") il tecnico manutentore di fiducia effettui anche la cosiddetta "verifica di tiraggio", con l'apposito strumento in dotazione. Il risultato della verifica di tiraggio dovrà essere trascritto e firmato negli appositi spazi del modello "Allegato H" *.
* per tutti gli impianti termici di potenza superiore a 35 kW (es. centralizzati) si può utilizzare sempre l'Allegato H, purché integrato da un foglio complementare che riporti i risultati dei numerosi controlli necessari per gli impianti di potenza più alta (vedasi in rif. Norma UNI CTI 8364).

 

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