Scarichi in facciata

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Cosa occorre sapere per poter realizzare gli "scarichi in facciata" con scaldabagni o caldaie
Lo "scarico a parete" o "scarico in facciata" è un sistema largamente adottato in Italia in quanto permette di evitare i costi, i permessi (e i litigi) tipici della posa delle canne fumarie collettive o dei condotti da fumo degli apparecchi.
Occorre subito premettere che nel caso di scarico a parete con scaldabagni e/o caldaie a "camera aperta" e tiraggio naturale (tipo B11bs), per far sì che gli apparecchi funzionino correttamente e la sicurezza del "sensore fumi" non intervenga continuamente mandando in blocco l'apparecchio, è necessario realizzare un apposito "terminale di tiraggio" (rif. norma UNI 7129).

Ciò detto, è anche opportuno ricordare come la medesima norma (UNI 7129) preveda sia per gli scaldabagni che per le caldaie l'obbligo di mantenere alcune "distanze minime di rispetto". Queste distanze minime dipendono dalla potenza e dal tipo di apparecchio (con o senza ventilatore), e si applicano sia per i condomini che per le case singole.

SCARICA QUI le tabelle: distanze-di-rispetto.pdf
Per quanto riguarda i soli impianti di riscaldamento a gas (caldaie) e/o gli impianti di produzione centralizzata di acqua calda (c.d. "impianti termici"), esistono poi alcune importanti prescrizioni di Legge aggiuntive e complementari, in base al DPR 412/93 e al DPR 551/99 (tali disposizioni non si applicano invece agli scaldabagni a gas unifamiliari, alle stufe e simili).

SCARICA QUI la scheda guida per stabilire se puoi derogare o meno dallo scarico a tetto: Scheda_scarichi_a_parete4
La scheda ti indicherà la corretta soluzione di scarico in funzione di alcune semplici domande guidate.

 

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